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Confronto pubblico sui Referendum: nucleare ed acqua - Maggio 2011

Mercoledì 25 maggio 2011 presso la Casa della Comunità L. Martin si è svolto un incontro pubblico sui temi del referendum che riguardano il nucleare e l'acqua.
L'incontro è stato promosso dalla Parafarmacia "Elicriso" di Levada in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente ed ha trovato una partecipazione molto interessata ai temi affrontati.
Dopo l'introduzione della dott.ssa Bianca Magoga, titolare della Parafarmacia Elicriso, ha preso la parola Loris Donazzon, rappresentante del W.W.F. di Villorba, che ha esposto i quesiti sull'acqua, sottolineando i pericoli dell'entrata dei privati nella gestione di un bene fondamentale se non passa l'abrogazione dell'art. 23.
L'Assessore all'Ambiente, Luciano De Bianchi, nel rispondere ad alcune domande ha sottolineato i problemi attuali relativi al governo dell'acqua, soprattutto in relazione alle risorse destinate agli investimenti.
Ha espresso un giudizio molto positivo sull'attuale gestione pubblica del S.I.S.P. che fornisce l'acqua potabile per trenta Comuni, con una tariffa che potrebbe consentire di conservare la gestione pubblica, avvertendo le difficoltà della sfida per garantire il conseguimento del quorum e quindi il successo del referendum; si tratta di una sfida che comporta un impegno capillare per convincere tutti i cittadini ad esprimere quattro SI'.
L'Assessore ha inoltre auspicato che il Decreto Milleproroghe non sia in grado di impedire lo svolgimento del referendum sul nucleare.
Successivamente ha preso la parola il Prof. Davide Sabbadin che ha fatto una puntuale relazione sulle centrali nucleari, respingendo punto per punto le ragioni del Governo.
In particolare ha dimostrato che:
i cambiamenti climatici non comportano il ricorso al nucleare;
il nucleare non è in grado di ridurre la bolletta energetica visto che il MIT di Boston ha valutato che la bolletta è raddoppiata in cinque anni;
permane il problema irrisolto delle scorie: solo in Finlandia vi è un sito per le scorie, il costo per costruire una centrale nucleare è pari al costo dello smantellamento;
le riserve di uranio sono destinate a finire, la produzione ha un costo in aumento e l'estrazione e la successiva purificazione comporta l'emissione di CO2

Il Prof. Sabbadin ha inoltre ricordato che l'ex Ministro Scajola ha dichiarato, con molta disinvoltura, che è in corso un insediamento nucleare, mentre negli USA non si costruisce una centrale dal 1980.

Attualmente nel mondo vi sono 436 reattori attivi, più 53 in costruzione, soprattutto in Cina, Russia ed India, mentre in Europa vari Governi hanno dato lo stop, dopo l'incidente alla centrale nucleale di Fukushima.

Alle relazioni sono susseguite domande e risposte.

Il confronto si è concluso con un appello da parte di tutti i relatori, rivolto ai presenti, affinchè si attivino per promuovere la partecipazione al voto per vincere una battaglia che può rafforzare la cultura dello sviluppo eco-sostenibile.

L'Assessore all'Ambiente
Luciano De Bianchi