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Una riflessione sul rapporto economia-ambiente. Presentazione del saggio di Tim Jackson "Prosperità senza crescita"

La crisi economica che colpisce l'occidente ed in particolare l'Europa e l'Italia offre una opportunità di ripensare il paradigma economico-culturale consolidato per affrontare le sfide del futuro.
Diversi sono gli studiosi impegnati nel proporre nuove strade, nuovi modelli da seguire, tra questi l'inglese Tim Jackson, consigliere della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Regno Unito, con il suo saggio "Prosperità senza crescita", pubblicato nel febbraio 2011, offre una nuova visione del mondo, coniugando una prosperità condivisa con la felicità, insopprimibile aspirazione dell'uomo.
Tim Jackson, rielaborando gli studi di altri autorevoli ricercatori, propone una lettura delle contraddizioni del mondo per sostenere che il futuro può consentire di superare l'ansia di una crescita economica senza limiti.
Il suo ragionamento non è ispirato solamente da un senso di abnegazione ma piuttosto dall'esigenza di garantire un mondo sicuro e pacifico anche per se stessi.
Già da tempo il P.I.L. pro capite non è più un indicatore affidabile, perché la prosperità intesa come stato di benessere complessivo delle persone e della comunità non è più determinata dalla crescita economica. "Isole di prosperità" non possono peraltro convivere all'interno di "Oceani di povertà" per cui l'opulenza non corrisponde alla capacità di essere felici, diritto previsto dalla Costituzione Americana ancora nel 1787.
I beni materiali hanno invaso la nostra esistenza quotidiana, ma il loro conseguimento porta spesso ansia, depressione e disgregazione delle comunità, a seguito di una competizione senza limiti, dove non c'è più spazio per la frugalità.
Così la recessione economica si traduce spesso in recessione sociale: ci siamo costruiti un labirinto partendo dalla convinzione che più si consuma più migliora il nostro status.
Occorre piuttosto trovare le strade per uscire da questo labirinto, dando un senso profondo di scopo alla vita nella consapevolezza che la proprietà dei beni materiali, in un mondo profondamente iniquo, ci conduce al fallimento morale.
La felicità deriva da valori intrinseci che ci legano alla famiglia ed alla comunità, occorre dare un nuovo significato alla vita che vada oltre alla spasmodica conquista dei beni materiali.
L'inquietudine, che come scrive Fernando Pessoa accompagna gli uomini pensanti, secondo Tim Jackson può essere quanto meno governata se una comunità condivide un nuovo modello di sviluppo fondato sulla cooperazione, su una elevata coesione sociale, riducendo l'impatto della produzione nell'ambiente.
Il nuovo modello non si costruisce con scelte individuali, seppure fortemente motivate, c'è bisogno di una nuova cultura collettiva che impronti le strutture sociali e politiche per offrire a tutti l'opportunità di essere felici, nei limiti, per garantirci così la sicurezza del futuro.
Negli anni '30' del secolo scorso, Franklin Delano Roosevelt, seguendo le indicazioni di Keynes, con massicci interventi pubblici aveva consentito il superamento della depressione economica.
Oggi l'Autore, per affrontare la transizione verso una economia sostenibile, una macro-economia ecologica, propone un Green New Deal per affrontare la transizione verso una economia sostenibile, attraverso una strategia sugli investimenti, sull'occupazione, sui tempi del lavoro.
Per molti aspetti il saggio di Tim Jackson richiama l'opera di Jeremy Rifkin "La civiltà dell'empatia": entrambi offrono una nuova visione del mondo, coniugando la prosperità con la felicità.
Ricordo che negli anni '90 in Italia la studiosa torinese Mercedes Bresso affrontava nelle sue opere il rapporto tra economia ed ambiente per proporre una nuova sintesi: "la bioeconomia".

 

Chi vuole intraprendere una analisi delle contraddizioni del presente, per costruire una, seppur difficile, prospettiva di un mondo vivibile, legga il libro di Tim Jackson.
Non mancherà di trovare forti suggestioni.

Il Vice Sindaco
Luciano De Bianchi

Ponte di Piave, 21 giugno 2011