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Diario della Grande Guerra - a cura di Daniele Furlan

Il regio esercito

18 gennaio 2016

IL REGIO ESERCITO
I Corpi e le Armi della Grande Guerra: i Bersaglieri


Il Corpo dei bersaglieri venne istituito, con regio brevetto del 18 giugno 1836, da Carlo Alberto di Savoia su proposta dell'allora capitano del Reggimento guardie  Alessandro La Marmora, e ricevette il battesimo del fuoco l'8 aprile 1848 nella battaglia di Goito durante la prima Guerra di Indipendenza italiana. Il compito assegnato alla nuova specialità prevedeva le tipiche funzioni della fanteria leggera, esplorazione, primo contatto con il nemico e fiancheggiamento della fanteria di linea (senza però schierarsi e frammischiarsi con quest'ultima), ma si caratterizzava, come nelle intenzioni del suo fondatore, per un'inedita velocità di esecuzione delle mansioni affidate ed una versatilità d'impiego che faceva dei suoi membri, ancorché appiedati, oltreché dei cacciatori, anche delle guide e dei guastatori. Dotato di ampia autonomia operativa, il corpo era formato da uomini addestrati alla corsa ed al tiro con moderni fucili a retrocarica pronti ad agire, anche isolatamente, per impegnare di sorpresa l'avversario in azioni di disturbo col preciso intento di sconvolgerne i piani organizzati.
I bersaglieri vennero impiegati, dopo l'unificazione italiana, anche per contrastare il brigantaggio a sud. In questa occasione si dimostrarono un corpo particolarmente adatto specie per le impervietà del territorio dove vennero impiegati. Protagonisti della presa di Roma del 20 settembre 1870, i battaglioni persero l'autonomia operativa dal 1º gennaio 1871 e passarono alle dipendenze dei reggimenti, portati a dieci. Questi, dal 1882, passarono su quattro battaglioni ciascuno. Con l'ordinamento del 1910 presso ogni reggimento si formò un "battaglione ciclisti", soppresso poi nel marzo 1919. Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) il corpo venne ordinato in 2 divisioni speciali, 7 brigate, 21 reggimenti e 5 battaglioni autonomi.
Emblema del Corpo e simbolo delle sue tradizioni è il tipico cappello piumato, in gergo chiamato vaira in onore di Giuseppe Vayra che per primo vestì la divisa da bersagliere. A riprova di tale affermazione si ricorda tradizionalmente l'episodio che vide protagonista il tenente colonnello Negrotto, Comandante del 23º Battaglione bersaglieri, che nel 1915 durante la Prima Guerra mondiale, seppur colpito a morte sul campo trincerato di Gorizia, pose il suo cappello sulla punta della sciabola lanciandolo poi al di là del reticolato Si porta inclinato sul lato destro in modo da tagliare a metà il sopracciglio fino a coprire il lobo dell'orecchio.  
Il Corpo dei bersaglieri ebbe il battesimo del fuoco durante la Prima guerra mondiale per mezzo del 14° Battaglione di stanza a Sanremo che fu inviato sul fronte orientale, a Cividale del Friuli, a San Pietro al Natisone, a Tolmino e a Cappella Sleme. Il 20 agosto 1915 attaccarono le posizioni di Santa Lucia, e nel successivo mese di ottobre, insieme al 22º Battaglione, posti a presidio del Trincerone di Mrzli, respinsero una violenta offensiva, contrattaccando i reparti austriaci numericamente superiori. Ma il loro valore si palesò ancora di più quando furono impiegati per arginare l'avanzata nemica ad Asiago, Roana, Magnaboschi. Tra il 10 e il 12 giugno 1917 parteciparono alla Seconda battaglia degli Altopiani e riuscirono a distinguersi anche nell’ottobre del 1917 quando, nonostante l'intero esercito stesse ritirandosi  in disordine, essi con tenacia, spirito di sacrificio e abnegazione misero ulteriormente in luce il loro valore, resistendo ad oltranza nel caposaldo di Sisemol ed impedendo al nemico qualsiasi progressione, anzi contrattaccandolo per ben sette volte. Dopo quei fatti furono impegnati il nella riconquista di M. Pelago e del Col del Rosso. Nel 1918 le azioni proseguirono con la riconquista di M. Valbella, S. Caterina di Lusiana, M. Cengio in Val d'Assa. Nella notte del 26 e 27 ottobre, il 14° reggimento dopo aver forzato il fiume Piave si spinse, sotto il fuoco nemico, alla conquista dell'abitato di Sernaglia. La presa del paese creò i presupposti per la conquista di Vittorio Veneto. Da questo glorioso fatto d'arme derivò la denominazione del Battaglione.
Nel 1915, all'atto dell'entrata in guerra dell'Italia, molti reparti bersaglieri erano dislocati fuori dal territorio nazionale poiché impegnati in colonia, oppure in Albania ove il 10° reggimento rimase fino al 1920. Agli inizi della prima guerra mondiale i bersaglieri erano disposti su 12 reggimenti. Ognuno composto da 1 comando, 3 battaglioni a piedi, 1 reparto ciclisti e di un deposito. Dalla fine del 1914 agli inizi del 1915 furono costituiti diversi battaglioni di milizia mobile. Inoltre, per sostituire i battaglioni situati in colonia e in Albania, furono costituite unità con gli stessi numeri ma bis. Ad esempio, il 3° battaglione delI’8° reggimento era in colonia, per cui fu costituito, sempre nelI’8°, un 3° battaglione bis. Così pure fu costituito il 10 reggimento bis in sostituzione di quello che si trovava il appunto in Albania. I battaglioni ciclisti avevano una composizione diversa da quelli a piedi. Questi ultimi erano su 3 compagnie da 250 bersaglieri, i ciclisti, sempre su 3 compagnie ma da 150 unità. Sia i reggimenti che i battaglioni ciclisti erano dotati di una sezione mitragliatrici da due armi. I bersaglieri ciclisti erano autonomi e dipendevano dal Comando Supremo, non dai reggimenti assegnati. Solo nei 1916 furono creati dei Gruppi Battaglioni Bersaglieri Ciclisti che non avevano numerazione, ma prendevano il nome del comandante, che era il più alto in grado dei comandanti di battaglione o, a parità di grado, il più anziano, erano dotati una sezione di pistole mitragliatrici.
I bersaglieri a piedi che presero parte alle battaglie sul suolo nazionale erano inizialmente distribuiti su 12 reggimenti che nell'ottobre del 1917 diventarono 21. Ma oltre a questi furono costituiti anche 3 reparti d'assalto, e per breve tempo pure un reggimento bersaglieri di marcia.
In quel periodo fu diminuita la forza dei battaglioni a piedi che divennero di 175 unità per compagnia. Ad ogni battaglione fu assegnata una sezione lancia torpedini che nel 1918 per i reparti a piedi divenne  sezione lancia-bombe. Nello stesso periodo le compagnie scesero a 145 unità ed ogni reggimento costituì un plotone d'assalto. Comunque sia, durante la Grande Guerra i reparti bersaglieri operarono su tutto il fronte e non è certo possibile ricordare tutte le battaglie cui presero parte, ma l'altissimo numero di decorazioni al Valor Militare assegnate loro individualmente o all’intero reparto, stanno a testimoniare la grandezza delle loro imprese. Ventuno reggimenti bersaglieri e tre reparti d'assalto furono insigniti della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, quattro Medaglie d’Oro, sedici d’Argento e quattordici di Bronzo fregiarono i vari reggimenti, i battaglioni ciclisti ed anche i reparti d’assalto.
 

GRANDE GUERRA

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news pubblicata il 18 gennaio 2016


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