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Diario della Grande Guerra - a cura di Daniele Furlan

Il regio esercito

01 febbraio 2016

I Corpi e le Armi della Grande Guerra: gli Artiglieri


L'Arma di Artiglieria affonda le sue radici nella storia delle artiglierie piemontesi che costituirono il nucleo iniziale di quest'Arma prestigiosa. Nel 1625, con decreto 30 luglio, Carlo Emanuele di Savoia determinò che il personale dei Bombardieri, fino a quel momento riunito in corporazioni di mestieri, dovesse appartenere alla Milizia ed essere riunito in una apposita Compagnia. Tale data e provvedimento, possono considerarsi come il primo passo verso la costituzione dell'Arma.
Bisogna però attendere fino al 27 agosto 1774 per avere sancita la costituzione del Corpo Reale di Artiglieria. Il Corpo, con decreto 6 gennaio 1815 viene ripartito in cinque categorie: a piedi d'ordinanza (Comando Generale, Stato Maggiore dei battaglioni, scuole e fabbriche), provinciale (per la mobilitazione), volante (per il servizio celere di campagna), reale di Sardegna e sedentaria (costituita da personale degli uffici). Nello stesso anno anche il traino dei pezzi e dei materiali diviene un servizio del Corpo con la costituzione del Treno d'Artiglieria.
L'evoluzione dell'Arma è continua e viene accentuata nel periodo risorgimentale dall'incorporazione nelle proprie fila delle artiglierie di altri paesi preunitari come la Lombardia nel 1849. Circa tre gruppi partecipano alla campagna di Crimea del 1855. Sostanziali modifiche toccano la struttura del Corpo negli anni seguenti ma è il decreto del 17 giugno 1860 che riordina la struttura dell'artiglieria che ha incorporato batterie toscane ed emiliane: ha origine l'Arma di Artiglieria dell'Esercito Italiano. Questa si compone di otto reggimenti di cui uno, il 1° di operai, il 2° 3° e 4° da piazza e dal 5° all'8° i reggimenti da campagna. La partecipazione alle campagne risorgimentali, l'adozione di nuovi mezzi ed il naturale potenziamento dell'Arma portano alla creazione di nuove specialità e reggimenti, come l'artiglieria da costa, da montagna, pesante campale e da fortezza. Per Regio decreto 23 dicembre 1909 viene concessa all'Arma la Bandiera di Guerra che verrà custodita dal Reggimento più anziano della Piazza di Roma.
L'Arma si affaccia alla ribalta del primo conflitto mondiale con 49 reggimenti da campagna, uno a cavallo, 3 da montagna, 2 pesanti campali, 10 da fortezza, 18 batterie someggiate e tre sezioni contraerei. L'immane conflitto porta allo sviluppo della specialità controaerei ed al rilancio dei "bombardieri". Gran parte delle unità costituite per la Grande Guerra vengono soppresse nei primi anni venti.

grande guerra

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news pubblicata il 01 febbraio 2016


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