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lunedž 15 settembre 2008 - Inaugurazione sala giochi oratorio parrocchiale.

INAUGURAZIONE SALA GIOCHI ORATORIO PARROCCHIALE
SALUTO DEL SINDACO

 

Saluti.

L'Amministrazione Comunale di Ponte di Piave ha voluto partecipare in modo convinto a questo atteso evento ed ha inteso, mio tramite porgere il saluto all'intera Comunità parrocchiale e civile qui radunata.

Un saluto tutto particolare ed un plauso altrettanto speciale - unito ad un augurio di buon lavoro - non può però fin da subito non essere indirizzato a Giancarlo Lorenzon, fresco Presidente del rinato Oratorio, ed a tutto il suo staff, Segretario, Consiglieri e genitori tutti.

Ora, però, è il momento di rivolgermi ai tanti ragazzi qui presenti oggi.
Da dove cominciare?

Potrei iniziare da un excursus storico sugli Oratori, partendo dalle figure dei suoi precursori San Filippo Neri, San Carlo Borromeo, oppure Don Giovanni Bosco - tutte figure cardine della tradizione ecclesiale su cui si è fondata la storia degli Oratori.

Ma non lo farò, confidando sul fatto che molti fra voi già conoscono il rilievo e la statura di tali figure simboliche.

Vi farò riflettere su alcune considerazioni.

E' vero che non ci sono più gli Oratori di una volta: lo si capisce oltretutto dalle vostre ginocchia, perché la sbucciatura calcistica d'ordinanza che rappresentava in passato parte integrante della rotula di ogni ragazzino capita anche oggi sì, ma non è più il marchio fisso che ci fa desumere che un ragazzino esce dall'Oratorio.

E' vero che i Sacerdoti oggi sono in calo e viceversa aumentano i laici impegnati nel sociale.

E' vero che gli Oratori hanno a suo tempo scontato periodi di forte crisi verso la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90; ma è anche vero che oggi - 2008 - le strutture organizzate degli Oratori sono almeno il doppio di quelle di 30 anni fa.

Mi pare una buona notizia se accompagnata anche da qualche numero in più: oggi in Italia ci sono ben 6000 Oratori, si sono addirittura strutturati in un Forum su Internet, hanno un proprio sito, raggruppano circa 3 milioni di ragazzi.

E lo fanno obbedendo a tre parole d'ordine: istruzione, amicizia e fede.

Fin dal 2003 il Parlamento Italiano ne ha riconosciuto la valenza anche istituzionale approvando un'apposita legge e definendo l'Oratorio "una struttura organizzativa, efficiente, sociale ed economica atta a rispondere alle esigenze di tutte le famiglie con figli".

Il Cardinale Martini di Milano nel sottolineare la funzione sociale degli Oratori - e qui mi rivolgo soprattutto ai tanti genitori presenti - ha affermato che negli Oratori oggi vi sono sempre meno sacerdoti ma sempre più laici, segno che le motivazioni crescono e la dedizione di tempo, continuità e presenza rappresentano autentiche maturazioni del tessuto sociale che si sente in questo contesto storico e politico sempre più responsabilizzato.

Mi paiono riflessioni acute e profonde, anche perché un tempo all'Oratorio i ragazzi ci andavano in assenza di alternative; oggi ai ragazzi si impongono delle scelte precise nel pieno delle loro agende, sempre ricche di appuntamenti e di impegni.

Insomma: una volta l'Oratorio era quasi un parcheggio obbligato; oggi quella dell'Oratorio rappresenta una scelta consapevole che va valorizzata.

E' per questo che spetta proprio agli adulti ed ai genitori saperla rendere il più appetibile possibile in un luogo ove i giovani non devono sentirsi clienti ma persone, dove non comprano niente ma - invece - realizzano qualcosa di formativo per sé e - chissà, un domani! - anche per gli altri.

Chiudo con questa riflessione.

Quando ho salutato l'arrivo di Don Samuele a Ponte di Piave (il 15 ottobre 2005, tre anni fa, fra un mese) ho avuto modo di sottolineare l'importante e sostanziale contributo congiunto che due istituzioni importanti come la Comunità civile e quella parrocchiale, ciascuna nel proprio ambito, sono chiamate a dare all'intero Paese.

Ciò sia sotto il profilo del servizio ai più deboli e della solidarietà nei confronti dei meno fortunati sia sotto il profilo della crescita della collettività e del rafforzamento dei legami vicendevoli nell'unico e convergente obiettivo di far sentire unito e coeso l'intero tessuto sociale.

Oggi mi sento di rinnovare quell'invito e quell'appello alla collaborazione vicendevole fra la Comunità civile e la Comunità parrocchiale per venire incontro (nei molteplici settori di intervento che la quotidianità dell'amministrare ci suggerisce) alle esigenze ed alle istanze di tutti.

Ma, aggiungo oggi, soprattutto dei più giovani, affinché non si sentano mai isolati, mai estranei, ma viceversa sempre più partecipi e sempre più corresponsabili delle faticose e talora combattute e controverse scelte riguardanti il loro futuro.

Molti fra i genitori presenti ricordano con piacere (e forse con qualche legittima nostalgia) i loro tempi passati all'Oratorio, quando si sbucciavano per davvero le ginocchia: a distanza di tempo sono sicuro che vorranno trasmettere ai loro figli tutto il loro entusiasmo nel rilanciare l'avventura che riparte quest'oggi.

A loro, a tutti i volontari e soprattutto al neo Presidente rinnovo gli auguri di buon lavoro miei personali e di tutta l'Amministrazione Comunale che, aggiungo, non mancherà di esservi sempre accanto.

Buona Festa a tutti.