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venerdž 25 aprile 2008 - Discorso del Sindaco per la Festa del 25 aprile -

All'inizio di questa settimana - lunedì - sono stato alla Tenuta Ca' Tron di Roncade, gestita dalla Fondazione Cassamarca del Presidente Dino De Poli.

L'occasione era l'inaugurazione dello splendido progetto denominato "Archivi contemporanei di Storia Politica" avviato nel 2003 con il preciso scopo di raccogliere e di conservare i più interessanti fondi archivistici veneti relativi a Partiti Politici, Sindacati, personalità politiche in genere che hanno caratterizzato il periodo storico che va dal secondo dopoguerra fino a nostri giorni.

Un lavoro immenso - oltretutto ancora in corso - curato con la passione che gli è propria dall'amico ed ex collega Sindaco Ivano Sartor, Presidente ora dell'Archivio suddetto.

Tanto per dare un'idea: vi sono raccolti materiali cartacei che raggiungono la strabiliante lunghezza di circa 2000 metri lineari, superando addirittura il già ben fornito ed attrezzato archivio della Curia Vescovile.

Cosa c'entra questa premessa con la giornata odierna?

Qualcuno se lo chiederà, ovviamente.

Ed io rispondo che c'entra per almeno un duplice ordine di motivi.

Anzitutto qui - in questa nostra Piazza che è simbolo di democrazia e partecipazione - desidero in qualità di primo cittadino trasmetterVi un ideale segno di continuità rispetto al messaggio uscito dai discorsi ufficiali di lunedì scorso: e cioè che oggi più che mai il valore del ricordo e della memoria storica non può e non deve essere obliterato dai processi talora, purtroppo, tanto in voga di "rottamazione del passato".

Lo dico a parole levate proprio perché dinanzi a me ci sono anche tanti giovani; giovani ai quali quest'anno l'Amministrazione comunale ha voluto simbolicamente consegnare una copia della Costituzione in occasione del 60° Anniversario della sua entrata in vigore, a suggellare - a loro beneficio ed in occasione della loro maggiore età - l'importanza della conoscenza della nostra storia e della sua articolata diffusione fra le nuove generazioni ma non solo.

Infatti, ogni anno, l'occasione della celebrazione della festa odierna rappresenta la riproposizione per tutti - giovani ed anziani - di un viaggio nella memoria.

E' per me motivo di orgoglio poter fare sintesi di questi forti sentimenti vestendo la fascia tricolore ed, al contempo, provando l'emozione del semplice cittadino dinanzi al ricordo di un passato che nessuno può - né deve - dimenticare.

Proprio perché quest'anno si è parlato tanto di Costituzione, ho pensato di prendere in prestito per la giornata odierna le parole di un grande costituzionalista e padre della Patria qual è stato Piero Calamandrei, il quale nel suo "Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza" ebbe a dire: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo ove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì con il pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione".

Sono parole pregne di significato che ci riportano - per l'appunto - alle nostre origini storiche di Repubblica nel secondo dopoguerra, appunto alla nascita della Costituzione, la Bibbia civile di ogni rappresentante delle Istituzioni, di ogni cittadino, degli studenti, di tutti coloro che desiderano impegnarsi attivamente per la collettività.

E vengo al secondo significato di questa Festa del 25 Aprile, il secondo motivo per cui ho deciso di ricorrere alla premessa sull'importanza di un Archivio di Storia contemporanea a pochi chilometri da qui, a Ca' Tron.

Nessuno, fra i nostri valorosi partigiani del 1945, ha mai pensato di dire - dinnanzi ai fenomeni che minacciavano o mettevano in pericolo la libertà e la democrazia "non mi riguarda".

Ecco perché è importante per qualsiasi comunità civile perpetuare il ricordo, assegnandogli il significato e la connotazione che merita senza lasciarsi andare a vuote e sterili riproposizioni meccaniche di rievocazioni: festeggiare il 25 Aprile non rappresenta solo un semplice quanto doveroso gesto di omaggio nell'osservare una ricorrenza, col deporre una corona, fermandosi a riflettere con riconoscenza e commozione di fronte a cippi e lapidi che testimoniano la pagina più alta e più dolorosa della nostra storia più recente.

Rappresenta, piuttosto, un richiamo profondo e sincero che coinvolge le Istituzioni non meno della società civile all'omaggio verso quanti vollero credere fermamente nella ricostruzione di questo Paese dandogli un impronta per l'appunto - libera e democratica.

Chiudo con una riflessione lasciataci lo scorso anno da Enzo Biagi sul significato della parola "Resistenza". Il grande giornalista scomparso disse: "Una certa resistenza non è finita. C'è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi. Il revisionismo, a volte, mi offende. In quei giorni ci furono anche pagine poco onorevoli; e molti di noi, delle brigate partigiane, erano raccogliticci". Ma nella Resistenza c'è il riconoscimento di una grande dignità. Cosa sarebbe stata l'Italia, agli occhi del mondo, se a prevalere fosse stata la Repubblica di Salò?

Già, cosa sarebbe stata?

Forse è meglio che cominciamo tutti ad interrogarci con serenità e con lucidità: ma, in ogni caso, la base di partenza sarà data solo ed esclusivamente da una rigorosa conoscenza dei fatti storici e l'Amministrazione comunale - d'intesa con l'Istituto Comprensivo - vuole contribuire a facilitare questo percorso con l'inaugurazione dell'odierna Mostra "Resistenza nel Trevigiano" tratta dal glorioso archivio ANPI di Treviso.

Buona festa a tutti.